06/01/2011
I cadaveri puzzano
<Sai perché si seppelliscono i morti? Perché puzzano. Tutte quelle stronzate religiose sono arrivate dopo. Pensaci: sei un uomo delle caverne e una malattia che non conosci ha appena portato il tuo compagno all'altro mondo. Cosa fai? Te lo dico io, lo seppellisci o lo bruci. Almeno così la puzza non si sentirà per chilometri, magari raggiungendo il naso di qualche predatore.. Quindi, quale delle due? Se lo ammazziamo bisogna pensare a un luogo dove buttarlo. Dove farlo sparire. Perché se non sparisce il cadavere la puzza arriverà alla polizia e allora saremo noi a dover sparire per non farci beccare!>
19:11 Scritto da: idea-re in Dialogo | Commenti (1)
Confessione
Nessuno immagina di diventare un omicida. Io non pensavo di diventarlo. E' una catastrofe, una cosa enorme, che ti cambia la vita per sempre. E' come la guerra. Eppure in fondo, in quel luogo dove si annidano quei pensieri che temiamo di confessare persino a noi stessi, io ci speravo. Fin da bambino fantasticavo sugli eventi peggiori dell'esistenza, come le catastrofi naturali, le malattie invalidanti, la morte violenta dei propri cari e soprattutto la guerra. Tutte cose che in realtà mi terrorizzavano ma erano ancora più tremende per l'attrazione segreta che provocavano in me.
Il motivo però era semplice, niente affatto perverso, si può dire un bisogno di sicurezza, di essere dominato da qualcosa molto più grande di me. La vita quotidiana con le sue infinite possibilità mi ha sempre creato imbarazzo, disagio. Navigare in acque calme, come alla deriva, senza una bussola, senza una metà, verso l'ignoto. E' difficile non perdere la testa, non cominciare a farsi domande sul perché e sul per come dell'esistenza. Molto meglio quando il mare è agitato e tutto quello che devi fare è cercare di restare a galla. Con tutti i tuoi mezzi. Semplice. Nessuna scelta tra questo e quello. Nessun rimorso, nessun rimpianto.
L'unica cosa da fare è sopravvivere.
18:49 Scritto da: idea-re in Prima persona, Riflessione | Commenti (0)
07/12/2010
Entrapped
Ci hanno a tal punto responsabilizzati che il più piccolo impegno comporta immani e ingiustificate preoccupazioni. Ognuno allora si difende come può, con la musica, il lavoro, scalando pareti di montagna, o solo dormendo il più possibile per non pensare. Abbiamo così pochi spazi di libertà, tutto è prestabilito. La routine che ci auto infliggiamo solo parzialmente ci ripara e fondamentalmente ci mortifica. Ci incanaliamo pazientemente in un tracciato scavato per noi come una fossa mortuaria.
16:39 Scritto da: idea-re in Prima persona, Riflessione | Commenti (0)